6 Luglio 2009

L’emozione più forte

 “Quello che c’era meno quello che c’è fa quello cha manca e quello che manca scava. Scava e brucia.”

Zero91 - Quello che manca

Zero91 - Quello che manca

L’emozione più forte l’ho avuta quando ho visto questa frase stampata sulla quarta di copertina, anzi del progetto di copertina. È una frase che in qualche modo ha sempre rimbalzato nella mia testa, e ma ricordo ancroa il momento in cui l’ho digitata per la prima volta sulla tastiera del mio computer. Ha resistito a tutte le revisioni ed ora a vederla così, scolpita in quel modo, mi sembra che abbia smesso di appartenermi. Ora sono io che forse le appartengo. Io che la leggo come potrebbe farlo qualcun altro. Qualcun altro che come me potrebbe sentire di appartenerle. Questa è l’emozione più forte che ho avuto quando mi hanno chiamato per dirmi che sul sito di zero91, c’era scritto che il libro usciva. Il 23 Luglio, come si dice, in tutte le librerie.

29 Aprile 2009

Le revisioni

Sapevo che scrivere un romanzo voleva dire passare attraverso un processo di revisioni continue, lo avevo letto in diversi saggi di quella arcana materia che risponde al nome di “scrittura creativa”. Sapevo anche che attraverso le revisione successive la materia liquida composta da immagini e parole scritte si modificasse fino a diventare quasi altro rispetto a quello da cui si era partiti. Lo sapevo anche perché prima di cominciare a sperare di trovare un editore aveva sovrapposto tra loro tre stesure, tre passate successive che avevano accorciato, stravolto, spostato, allungato la traccia precedente. Sapevo anche che quella terza stesura che avevo pensato definitiva lo fosse solo per il tempo necessario a trovare un occhio attento e interessato in grado di spingermi a spingere ancora, in grado di vedere altro oltre le parole già scritte.

Queste cose le sapevo come si sa qualcosa che non si è vissuto perché non sempre è necessario esserci passati nelle situazioni per immaginare come potrebbero essere. Nonostante questo, nonostante lo sapessi ora ci sono dentro e non è la stessa cosa. Quello che so non lo so e basta. Quello che so ora l’ho capito e per questo devo dire grazie ad una casa editrice che mi sta aiutando a spingere e a guardare oltre. Spero che la quinta stesura, cui sto lavorando, sia l’ultima, anche perché nonostante il gusto che si prova ad inseguire un sogno, vederlo materializzarsi è cosa sublime ma credo che ricorderò sempre questo piovoso inverno del 2009 fatto di consigli, di attese, di sforzi e di modifiche. Sapevo che scrivere un romanzo voleva dire passare attraverso un processo di revisioni continue ma non sapevo che alla fine fosse anche una parte di me ad esserne cambiata.

20 Marzo 2009

Ma di notte c’è l’orizzonte?

Uno dei racconti pubblicati su questo blog è stato ripubblicato nel magazine online “OCa:Magazine” a cura di Cristina Cigognini. Il magazine fa parte di un sito che promuove opere dimenticate o ancora sconosciute perchè è anche sull’oblio che si fonda il sapere perchè “se non dimenticassimo, non potremmo neppure ricordare”. Questa volta l’oggetto culturale portato a galla è stato un mio racconto particolare, “Ma di notte c’è l’orizzonte?”, quasi un piccolo quadro a parole di un momento a me molto caro.

Non è la prima volta che tramite questo blog vengo in contatto con siti che fanno da punto di riferimento della produzione narrativa inedita ma ogni volta mi vine in mente quando da piccolo facevo il bagno al mare, a Santa Marinella, e steso sul materassino guardavo cosa c’era sott’acqua attraverso una maschera da sub. non la indossavo, la tenevo sul filo dell’acqua e improvvisamente un pezzo di fondo mostrava la conformazione die suoi scogli. Quel fondo era comunque lì ma senza il diaframma della maschera non potevo vederlo. La rete è piena di oggetti culturali abbandonati sul fondo come conchiglie abbandonate su quegli scogli ma è necessario che ci siano dei siti maschera per renderli visibili.