Non so se Riccardo Zanetti conosce “If you see her say hello” di Bob Dylan (sta in Blood on the tracks del 1975) oppure la versione che nel 2003 Francesco De Gregori ha tradotto in “Non dirle che non è così”. Non è tra le canzoni che lui ascolta in “Quello che manca” eppure è una delle canzoni che meglio rappresenta lo sguardo di colui che ricorda un amore lasciato dietro le spalle.
Un uomo parla con una persona che forse potrà vedere la donna che lui ha perso e non importa se ora c’è un’altra nella vita di lui o un’altro in quella di lei. Quello che conta è il disarmo cui l’amore obbliga non solo quando nasce o brucia ardentemente ma anche quando finisce oppure quando è impossibile.
Ogni volta che penso ad una storia finita penso a questa canzone e a come Dylan abbia saputo tirare fuori tutte le sfumature di un sentimento così complesso. Non credo si possa vivere senza la delicatezza di quell’arpeggio iniziale, specialmente se si sa che già dalla prima strofa il proprio sguardo sarà messo a nudo.
“Say for me that I’m all right though things get kind of slow
She might think that I’ve forgotten her, don’t tell her it isn’t so”
L’eterna indecisione tra urlare la propria sofferenza regalando una soddisfazione forse ingiusta e nasconderla finendo per fingersi altro da quello che si è. Non c’è strada corretta in questa scelta. Non c’è affermazione c’è solo una doppia negazione. Poi c’è l’inevitabilità della fine, l’atrocità del distacco e la tenerezza del ricordo. Un capolavoro assoluto.
Se la vedi dille “Ciao” (traduzione)
Se la vedi dille ciao, potrebbe essere a Tangeri
Se n’è andata a inizio primavera e credo che ora viva lì
Dille da parte mia che va tutto bene anche se in modo noioso
E se pensa che io l’abbia dimentica, non dirle che non è così
Abbiamo avuto molti problemi come succede spesso a chi si ama
se penso alla notte in cui se n’è andata mi vengono ancora i brividi
E per quanto la nostra separazione mi abbia spezzato il cuore
lei vive ancora dentro di me e dentro di me non ci siamo ancora lasciati
Se arrivi vicino a lei dalle un bacio da parte mia
Ho sempre avuto rispetto perchè ha mandato tutto all’aria per la libertà
E mai mi metterò in mezzo alla strada che la porta alla felicità
Nonostante l’amaro che ho in bocca dalla notte in cui cercai di farla rimanere qui
Giro molto e vedo un sacco di gente
E sento il suo nome continuamente mentre giro per le strade
Ma non c’ho ancora fatto l’abitudine, ho imparato solo a non pensarci
Forse sono troppo sensibile oppure sto diventando troppo tenero
Tramonto, luna gialla, rivedo il passato
Ogni scena è stampata nel cuore ma scorre molto velocemente
Se dovesse tornare da queste parti non le sarà difficile trovarmi
Dille che può cercarmi se ne avrà il tempo

la versione italiana di franci è leggermente diversa..
ma lui è sublime!!lo adoro!!
ciao night nurse
la versione di franci, come lo chiami tu…
, oltre ad essere diversa è sicuramente migliore… io volevo solo fare una traduzione un po’ più aderente e senza permettermi contributi poetici. d’altra parte lui è davvero sublime e io lo seguo da quando avevo dieci anni e comprai il mio primo disco arraffandolo in modo piuttosto casuale in uno scaffale della UPIM. era il 1979 e il disco era una raccolta delle RCA “Il mondo di… franci”
paolo
bè ho appena saputo che “non dirle che non è cosi” è una cover!ma io stimo sia bob dylan che de gregori!son due grandi a cui stringerei volentieri la mano!questa è una canzone che fa apposta per questo periodo(mio)!devo dire che la canzone di bob leggendola è fenomenale!ma come la canta francesco non è da meno!
giorgio