25 Marzo 2008...11:59 am
La campagna di primavera
La questione è molto seria. Spedire una copia alle case editrici in modo disordinato è sforzo pressochè inutile, con l’aggravante della frustrazione da silenzio assoluto. In questo il giovane scrittore in erba non se la passa molto meglio del giovane precario in cerca di lavoro. Lettera di presentazione per quello e curriculum per questo sono le due facce della stessa medaglia. Fondendo le due immagini si potrebbe arrivare alla figura piuttosto trendy dello scrittore precario.
Il fatto è che un povero scrittore, per quanto precario, desidererebbe almeno l’attenzione minima necessaria a farsi scartare con dignità mentre invece la sensazione è che le buste piene di dattiloscritti si accumulino in qualche sottoscale senza troppe speranze di lettura. Magari non è così ma quello che è successo alla Minimum Fax che un tempo invitava a mandare manoscritti inediti, mentre oggi annuncia sul sito che non leggerà più quanto ricevuto dal giugno dello scorso anno fino a tutto il 2008, è piuttosto sconfortante.
Ho pensato allora di fare un esperimento, grazie anche all’inventiva di Giulia Calò, che ho battezzato come campagna di primavera. Dal 21 Marzo fino al 21 Giugno invierò alle case editrici scelte 20 cartoline, una ogni giorno lavorativo. Sul “recto” ci sarà l’ormai nota copertina (a proposito, visto che sono in tema ringrazio ancora Andrea Angiuli) mentre sul “verso” oltre all’incipit e al riferimento al blog ci sarà scritto -20.. -19… -18… -17… e così via. Una volta arrivati a -1 manderò una copia del romanzo. Chissà che così non riesca a meritare almeno l’attenzione necessaria ad essere scartato con dignità.
4 Commenti
25 Marzo 2008 alle 4:32 pm
Se volessi spedire anche qualcosa di più “pirotecnico” ti prego di coinvolgermi… Non mollare!
7 Aprile 2008 alle 6:09 pm
_possiamo pensarci, vero Paolo?_
10 Aprile 2008 alle 9:25 am
Geniale Paolo!
Fossi un editore conterei davvero i giorni, curiosissimo.
5 Maggio 2008 alle 12:43 pm
siete proprio cretini
Lascia una Risposta