7 Maggio 2008...1:42 pm
La playlist del tenente Saverio Catalano
La cultura musicale del tenente Saverio Catalano si è formata di fronte agli espositori di cassette che un tempo si trovavano negli autogrill tra la pompa di benzina centrale e l’ingresso dei cessi. Sembravano quasi dei paraventi ed erano pieni di raccoltacce sanremesi o peggio di album di Fausto Papetti, tutte comunque con le copertine rigorosamente scolorite dal sole.
Ne parla in una discussione sul jazz che ha con Riccardo Zanetti in un romanzo che però sto ancora scrivendo e scriverò ancora per lungo tempo visto che sono all’inizio della prima stesura. Il nodo della questione riguarda proprio Fausto Papetti che è l’unico musicista che a lui viene in mente pensando al jazz. Inutile dire quale può essere la reazione di Riccardo ad una associazione di idee del genere.
Il tenente Saverio Catalano della musica apprezza la capacità che questa ha di incollarsi ai ricordi rendendoli poi ancora più forti quando risalgono all’improvviso dalla memoria. Non c’è una canzone che gli piace più di altre per la melodia o per la voce del cantante però ci sono canzoni che gli ricordano cose più importanti di altre e queste sono le principali:
Imagine: questa gli ricorda il fratello Giuseppe, che portava gli occhiali tondi come John Lennon e ascoltava sempre questa canzone. Qualche giorno prima di morire ammazzato glia aveva anche spiegato di come il segreto di questa canzone fosse nelle’essere stata registrata con due pianoforti tra loro scordati. Lui ancora ha dei dubbi che questo sia vero perché gli pare strano che uno così famoso registra un pezo con gli strumenti scordati ma non lo dice a nessuno perché “Quello era il fratello che glielo aveva detto…”
Ancora tu: questa gli ricorda Salvatore Marra il primo collega con cui aveva legato appena arrivatoa Roma dalla Calabria. Ogni volta che lo vedeva gli ripeteva “Ancora tu? Ma non dovevamo vederci più?”. Questa cosa lo mandava in bestia ma poi diventò col tempo un ricordo piacevole ed ora ogni volta che sente quelle parole strillate dalla voce di Battisti ha quasi un tutto al cuore.
Ti amo: questa gli ricorda sua moglie Sonia conosciuta in pieno settantasette quando i telegiornali raccontavano di sparatorie ogni giorno. Quell’anno però per lui vuol dire soprattutto l’inizio della sua storia d’amore e questa canzone di Umberto Tozzi ne è la prima colonna sonora.
Buona Domenica: questa canzone gli ricorda la figlia Emanuela e le domeniche passate a casa nei primi mesi dopo la sua nascita ed è forse l’ultima canzone che gli ricorda qualcosa. Lui dice perché dopo la musica non sa più di niente ma io credo che sia perché dopo per lui non è successo più niente di così importante.
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