Arturo Bandini è forse il più noto dei giovani scrittori raccontati nella loro faticosa ricerca di pubblicazione. È il personaggio intorno al quale ruotano diversi romanzi di John Fante, scrittore molto amato non solo dal pubblico ma anche da altri scrittori come Pier Vittorio Tondelli che negli anni ottanta lo rilancia in Italia. Nel suo esordio letterario, Chiedi alla polvere (che però non è il primo in ordine di pubblicazione, ha solo venti anni e vive a Los Angeles in una stanza di albergo che stenta a pagare come si legge già nell’incipit:
“Una sera me ne stavo a sedere sul letto della mia stanza d’albergo, a Bunker Hill, nel cuore di Los Angeles. Era un momento importante della mia vita; dovevo prendere una decisione nei confronti dell’albergo. O pagavo o me ne andavo così diceva il biglietto che la padrona mi aveva infilato sotto la porta. Era un bel problema, degno della massima attenzione. Lo risolsi spegnendo la luce e andandomene a letto.”
Sogna, sogna molto Arturo Bandini, come tutti gli scrittori. Forse ancora di più perché lui non è uno scrittore, lui sogna soltanto di esserlo e intanto aspetta che il postino gli recapiti qualche lettera del suo editore con dentro qualche dollaro per la pubblicazione del suo ultimo racconto. Sogna talmente tanto Arturo Bandini che anche quando ti accompagna tra le strade della grande città sai mai se lui sia effettivamente in giro oppure disteso nel letto. Sogna e cerca una storia dietro ogni donna che incontra, poi lancia la sua immaginazione fino al giorno in cui sarà intervistato come l’autore di quella stessa storia ormai in cima alle classifiche di vendita.
Nella realtà Arturo Bandini si innamora come tutti gli scrittori o forse come tutti gli uomini. Si innamora di una giovane cameriera e come troppo spesso accade lei è innamorata di un altro, è innamorata del suo collega Sammy, anche lui aspirante scrittore. Alla fine Arturo Bandini avrà il privilegio di vedere pubblicato il suo primo romanzo ma non quello di coronare il suo amore per Camilla Lopez ma questo non importa perché lei in fondo era stato solo il suo modo di entrare dentro una storia degna di essere raccontata, perché in fondo nella testa di un giovane scrittore non esiste la realtà ma solo il suo sogno.
Questa perenne commistione tra sogno e realtà, questa continua alterazione creativa di quello che accade sia una delle cose che mi ha maggiormente colpito in questo libro perché racchiude uno dei segreti della passione della scrittura. Non si scrive per essere letti quando si scrive le prime volte. Si scrive perché dentro si è ormai pieni di immagini deviate, di personaggi solo in parte conosciuti, talmente pieni che alcuni di loro reclamano la luce. Poi certo si scrive per cercare di essere letti ma questo come nel caso di Arturo Bandini è il vero sogno da inseguire.

11 Commenti
18 Agosto 2008 alle 4:27 pm
poche sere fa avevo chiedilo alla polvere tra le mani. lo alternavo alle pagine di la nuova comunicazione interna che non riesco a finire e la danza della realtà che ad ogni paragrafo mi decodifica l’anima. dopo un paio d’ore di rimbalzi funambolici tra un segnalibro e l’altro ho chiuso gli occhi ed aperto un sogno. è evidente che ci sono ancora dentro, altrimenti, dimmi, che ci faccio qui?
d.
20 Agosto 2008 alle 3:20 pm
Donatella!!!
come stai? hai visto in che avventura mi sono lanciato? un sogno mi pare un ottimo motivo per essere in qualsiasi posto ci si trovi. altrimenti dimmi tu che viviamo a fare?
paolo
20 Agosto 2008 alle 9:09 pm
bella avventura e vai con il sogno! bravo! ne hai fatta di strada da il bradipo e la gazzella, WOW! ti ho saccheggiato tutti i link, era tanto che non mi passavi da leggere
ma come faccio a sapere di betta dopo il primo capitolo???
21 Agosto 2008 alle 8:42 am
ps del giorno dopo: hai previsto un banner per i blogger amici?
21 Agosto 2008 alle 8:53 am
per sapere di betta dopo il primo capitolo ti tocca intercettare una delle copie in viaggio. il che non è cosa facile dalle tue parti…
il fatto è che anche io ora ho molta difficoltà a recuperarle perchè alcune sono ormai in mani che non conosco e altre sono un po’ “intoppate”. comunque se ne dovesi recuperare qualcuna te la mando sicuramente così gli fai prendere un po’ di fresco.
bella l’idea del bannerino…. non ci avevo pensato… ma che dimensioni potrebbe avere?
paolo
21 Agosto 2008 alle 10:54 am
ok, grazie, aspetterò al fresco!
x il banner: di solito è apprezzato il 150 px di larghezza da mettere sulla colonna a sx.. ma parlo da blogger, non sono più una web designer
d.
21 Agosto 2008 alle 2:07 pm
Ecco fatto… in alto a destra c’è il bannerino da copiare per i blog amici.
veramente grazie dell’idea
paolo
21 Agosto 2008 alle 2:42 pm
incollato! wow sbrilluccica!
ps aggiungi anche il codice da copiare che mica tutti i blogger conoscono l’html…
22 Agosto 2008 alle 9:24 am
…e se lo imparano… le cose troppo facili poi non danno gusto…
10 Settembre 2008 alle 8:03 am
grazie per la preferenza accordata!
Ehm, le parti più noiose le ha scritte paolo, io invece quelle che scorrono bene…(scherzo)
18 Settembre 2008 alle 9:15 pm
paolo, ti presento il mio amico giac! lui i libri li scrive e li pubblica ed io li leggo mescolati alle parole e ai sogni di bandini
ps tranquillo, il paolo delle “parti noiose”, di cui dice giac, non sei tu…