13 Ottobre 2008...3:13 pm

L’editore impazzito

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Comincia tutto in giorno di agosto. Anzi due giorni. Il primo, uno dei primi del mese, quando un editore impazzito si imbatte in questo blog, scarica il primo capitolo, lo legge e mi manda una mail chiedendomi una sinossi per vederci più chiaro. Il secondo, uno degli ultimi del mese, quando torno dalle vacanze, trovo quella mail, rispondo e comincio ad aspettare.

Per ingannare l’attesa comincio a girellare per il sito dell’editore impazzito. Carino. Interessante voglio dire. “Parva sed apta mihi” per sintetizzare il mio sogno mutuando le parole di Ariosto. Passano pochi giorni e arriva un’altra mail. La sinossi va bene ma a questo punto urge la lettura del tutto. Detto fatto, la copia imbustata parte in un attimo. Il pallino sta al servizio postale e l’attesa riprende.

Cerco di volare basso. A rimanere a terra non ce la faccio ma non posso librarmi troppo in alto. Non è vero che sognare non costa niente. Più di qualche volta ho dovuto pagare il conto al risveglio. Mi chiedo come sia possibile. Cosa abbia fatto per meritare un colpo di fortuna del genere. Diciamocelo chiaramente, un editore che ti chiede una copia è il sogno di ogni aspirante scrittore. Uno di quei sogni che ci vuole coraggio anche a confessarli a se stessi.

Dopo qualche giorno è la volta di una terza mail stavolta è un invito a chiamare al telefono. Non sto nella pelle. Salvo il numero. Non posso continuare e non dire niente a nessuno. Chiamo la persona cui voglio bene. Le dico quello che sta succedendo. Le giuro che chiamerò subito ma poi non ce la faccio. Mi gingillo pensando a cosa potrebbe dirmi. Ipotizzo le cose più negative cercando di allontanarle con la forza della ragione. Ragionamenti tipo… se non gli è piaciuto mica mi diceva di chiamarlo no?

Prendo tempo cercando di uccidere i sogni a colpi di pensieri ma poi chiamo. Non sto a dirvi l’emozione tanto i sogni li conoscete e sapete o potete immaginare l’effetto che fa quando sembrano materializzarsi. Il succo della telefonata è che il libro gli è piaciuto e ora vuole che gli mandi una versione elettronica da far leggere ad altre persone della casa editrice. Figurati se non ti mando la versione elettronica! Dopo questa telefonata sarei capace di mandare anche una copia manoscritta. Preparo la mail e ricomincio ad aspettare.

Questa è l’attesa più lunga. Passano quasi tre settimane in cui alterno momenti di euforia a riflessioni da reduce. Chissà che l’editore impazzito non sia rinsavito e mi abbia abbandonato. Poi una sera arriva un sms che sblocca la situazione. Ci dobbiamo incontrare così ci accordiamo sul tipo di rapporto e definiamo i prossimi passi. Su tutti quelli necessari ad arrivare ad una stesura definitiva che permetta di superare alcuni limiti. Insomma il sogno è cominciato e non sembra proprio che debba risvegliarmi.

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