Calamaio rosso sangue

Dal 13 Maggio e poi in diverse repliche è in onda su Mediaset Premium Noir una untata della serie “Calamaio Rosso Sangue” dedicata a “Quello che manca”.

Colgo poi l’occasione per segnalare un blog sul quale, dopo diversi anni, ho ripreso a scrivere di Calcio. Si chiama “Quattrotrettrè“. Buona lettura.

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Lettera da una copia in viaggio dispersa

Qualche giorno fa una delle copie in viaggio ha improvvisamente e inaspettatamente mandato notizie di se. Era una di quelle dispere, non tornate a casa per motivi sconosciuti. Ora è chiaro quel che è successo… si trovava anche lei a L’Aquila in quella notte di quasi due anni fa’. Di seguito la lettera che ha inviato.

I ricordi si azzuffano per guadagnare la luce della memoria. Un groviglio pazzesco di fili, prima ordinati, tessuti. Quando si deve sbrogliare una matassa non si può solo sciogliere nodi, a volte bisogna tagliare dei fili, bisogna accettare obiettivi possibili e lasciar cadere alcuni di quelli sognati. E poi, si cerca di riannodare lì dove si può. Ma questa è roba da specialisti, roba da donne. Provo a raccogliere polaroid con il tag luogo di lavoro. Una porta blu nella parete di vetro, nome cognome, l’ennesima sigla organizzativa. Sul piano dell’armadio che raccoglie software e backup sono allineate le riviste orfane di abbonamento da un tot, sorrette dalla sequenza dei libri letti per non morire dalle nove alle cinque. Le parole più frequenti nei titoli sono rete, organizzazione, azienda. Al di sopra c’è Betta a cavallo di uno squalo che esplora la riva di cristallo. Eroica sopravvissuta di traslochi d’ufficio. La parete opaca e beige ospita anche un calendario che conta i giorni alla rovescia e marca i mesi con le fioriture in diretta di un giardino di montagna, sembrano vere di rose e nomi in latino.
La scrivania si evolve verso l’alto a strati di fogli, libri, fotocopie, brochure, post it. L’altro tavolo sorge a fette di libri avanzati nel magazzino, sempre buoni in tempi di mobbing. Tre moduli di vetro, dal pavimento al soffitto, compongono la parete ortogonale. Potos allegri si arrotolano intorno alla balaustra d’alluminio. Diverse eliofile si sono raggruppate nell’angolo della luce del mattino. Ancora una parete opaca: disegni e collage infantili, quasi mirò, ma forse di più. Foglie arcuate e sottili, spruzzano buongiorno senza condizioni. Generose anche con i più sbadati giardinieri in azienda. Manuali e documentazione corsi sorreggono la cascata invadente.
Sono nella catasta delle cose da fare. A distinguermi nella posizione c’è una busta gialla con le bolle dentro, al di sopra, il destinatario e il mittente già dichiarati a pennarello. La stratificazione continua sopra di me da quando gli scafisti buttano a mare il carico per salvarsi. Di notte ascolto gli uccelli del boschetto di fronte. Si rifugiano anche sugli arbusti che recintano quella vecchia scuola materna. Trillano come se si ricordassero dei bambini che non ci vanno più. Le due strette finestre verticali rimangono spesso aperte per far respirare alla stanza sostanze diverse dalla nicotina. Si vedono le stelle, le passo in rassegna una ad una e poi ricomincio. Devo dormire. Devo dormire. Domani è lunedì. Devo dormire. Magari domani riprendo il viaggio. Devo dormire, stelle!
Venti secondi dopo, niente è più come prima. Chiedo istruzioni e coordinate per ripartire.
 Sono la copia in viaggio di Donatella, L’Aquila, un granello di sabbia nella pancia di questa terra.

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20 free

Le prime venti pagine (o giù di lì) di “Quello che manca” possono essere lette gratuitamente sul sito issuu.com. Un buon modo per farsi un’idea. Buona lettura.

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Buon compleanno con recensione

Giusto domani “Quello che manca” compie un anno. Per me è difficile considerarlo tanto giovane visto che la prima versione della prima pagina data agli ultimi mesi del 2005. In ogni modo la nascita è altra cosa ed è certamente il giorno in cui il libro è comparso sugli scaffali della Feltrinelli di piazza Esedra. A festeggiare l’evento ci ha pensato la redazione di Mangialibri, che gli autori definiscono “Un grande magazine generalista che informa sulle ultime novità… Aperto alle novità, goloso, mai snobistico, allergico ai pregiudizi contro la letteratura di genere… Iconoclasta, ironico, pop, popolare – talvolta popolano”, e in particolare Lorenzo Strisciullo che ha pubblicato una bella recensione.

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La biblioteca di Sormano

Tra le nuove acquisizioni della biblioteca comunale di Sormano, un paese stretto tra i due rami del lago di Como, c’è “Quello che manca”. Dopo tanti lettori finalmente anche una biblioteca. La cosa non può non emozionarmi perché la biblioteca è per un bibliofilo come me un luogo carico di significati. Ci ho passato ore e ore a studiare, poi sei mesi in servizio temporaneo e infine ho anche provato a lavorarci in una piccola biblioteca di provincia, dove partecipai all’unico concorso della mia vita. Ora vedere che una biblioteca abbia acquistato il mio libro mi riempie di orgoglio e di curiosità. Neppure avevo finito di scrivere queste righe che già avevo voglia di contattare il bibliotecario per sapere se qualcuno lo aveva preso in prestito. Il prestito, parola meravigliosa ormai un po’ desueta, come la biblioteca forse e come un certo gusto che solo i libri sanno dare. Tra l’altro il libro era in ottima compagnia, stretto fra “Se Questo è un uomo” di Primo Levi e “La coscienza di Zeno” di Svevo. Devo proprio andare a brindare…

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Disponibilità presso Feltrinelli

Il sito delle librerie Feltrinelli permette di verificare la disponibilità dei titoli nei vari punti vendita disseminati per l’Italia. Ho frugato allora tra i vari punti vendita scoprendo che “Quello che manca” è attualmente disponibile nei seguenti:


Bologna – Piazza Ravegnana
Bologna – Via dei Mille
Como – Via Cantù
Firenze – Via dei Cerretani
Milano – Piazza Duomo
Pavia – Via XX Settembre
Perugia – Corso Vannucci
Roma – Via del Babuino
Roma – Via V.E. Orlando
Roma – Galleria A. Sordi
Roma – Viale Marconi
Roma – Viale Libia

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Intervista su MP News

Poco prima di Natale ho avuto il piacere di fare una chiacchierata a registratore acceso con Giuditta Mosca, giovane giornalista free-lance, sempre che questo non sia un modo elegante di dire precaria. In fondo però non cambia e non conta che io pure come scrittore sono precario assai e forse il precariato è solo la fine di un sogno, quello di possedere l’eternità. L’esito di una serie di domande molto interessanti è l’intervista pubblicata dal sito MP News in cui Giuditta ha volutamente lasciato il tono colloquiale delle mie risposte. Grazie a lei e a chi di voi volesse leggerla.

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