Archivi del mese: dicembre 2007

Copie in viaggio… si parte

L’idea della “copie in viaggio” mi è nata mentre ragionavo sulla possibilità di utilizzare le nuove tecnologie per promuovere la circolazione di questo libro. Qualche iniziativa che si potrebbe definire di marketing se non fosse che in questo caso non c’è niente da vendere. Certo l’idea principale attorno alla quale ruota anche questo blog è quella di trovare un editore disposto a pubblicarlo in maniera tradizionale questo libro, però nel frattempo non vedo perché non cominciare a farlo circolare.

Ho tolto dalle 50 copie stampate per l’invio agli editori 10 copie e le ho nominate come se fossero di proprietà di ognuno dei personaggi del romanzo stesso, la copia di Riccardo Zanetti, quella di Federica Furini, quella di Piero Lucidi e così via. Per ognuna di queste copie costruirò nella sezione “Copie in viaggio” una pagina che servirà per annotare tutte le informazioni relative al viaggio di quella copia. Il viaggio sarà il passaggio di mano in mano che il libro riuscirà a realizzare grazie all’aiuto di tutte le persone cui finirà nelle mani secondo queste regole molto semplici:

1. Leggere il  libro fino a quando interessa senza però tenerlo troppo a lungo
2. Affidarlo ad una persona conosciuta cui può interessare il libro ma anche questa modo di farlo circolare
3. Collegarsi al sito e dichiarare il nome della persona cui è stato affidato
4. Lasciare un commento sul sito e una firma in un punto qualsiasi del libro

Se poi uno non volesse fare nulla di tutto ciò, spero abbia il buon cuore di restituire il libro alla persona che glielo ha affidato in modo che il viaggio non sia interrotto. Non so se questa idea delle “copie in viaggio” è buona o meno ma a me sembra tutto sommato carina. A volte immagino di lunghi giri attraverso l’Europa mentre in altri momenti tempo che i viaggi siano interrotti prestissimo. Se qualcuno volesse partecipare al viaggio può chiedere a me oppure controllare sulla cartina se una delle copie non si trvi dalle parti di casa sua.  Ora non mi resta che augurare buon viaggio alle copie e buona lettura a tutti quelli cui finiranno nelle mani.

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Dal digitale al materiale

Quello che manca - CopertinaFino ad ora era soltanto un mucchio di bit dentro ad una chiavetta USB. Il massimo che poteva sperare per uscire dal quel posto così angusto era una versione stampata al volo in ufficio rilegata con una spirale di plastica. Ieri invece è cambiato tutto. Grazie a mio fratello Enrico che ha curato il lavoro ora ho 50 copie stampate in digitale per 250 euro. Praticamente 5 euro a copia per passare dalla virtualità dello schermo alla materialità della carta. Poco di più del costo in copisteria di una versione stampata fronte retro e rilegata a caldo. Però molto più bella e maneggevole (in A5), e poi con la copertina a colori che è la foto di un quadro di Andrea Angiuli, un mio amico pittore che se continua a dipingere in questo modo credo diventerà un pittore mio amico. Un quadro che oltre ad essere molto bello sembrava quasi fatto a pposta. Ora finalmente posso cominciare con le spedizioni alle case editrici e sto cominciando a fare una scrematura cercando di cominciare da quelle cui potrebbe interessare maggiormente. 10 copie però non le spedisco. Le tengo per farle circolare e presto al riguardo ci sarà una sorpresa. Intanto se volete fatemi sapere se siete interessati a leggerlo.

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Deposito SIAE

Io, Tiziana e Federica stavamo davanti alla macchinetta del caffè. Più o meno la settimana scorsa. Aspettavamo che spiovesse per poter tornare a casa, o forse aspettavamo solo che si facesse l’ora per farlo senza che sembrasse una fuga. Federica aveva appena finito di leggere “Quello che manca” e cercava di spiegarmi perché secondo lei è un romanzo liquido. Tiziana ascoltava e intanto con l’indice della mano destra giocava con i ricci dei suoi capelli. Poi all’improvviso guardandomi dritto per dritto mi ha detto: “Ma non è che poi sto libro qualcuno te lo frega…”

Ora a Tiziana si può dire di tutto meno due cose. La prima è che quando ti guarda dritto per dritto è meglio che prendi un bel respiro, la seconda è che ha molto senso pratico. Sicuramente molto più di me e Federica. Così sono sceso e ho cominciato a cercare di capire cosa potevo fare, e così ho scoperto che la SIAE offre un servizio di deposito e tutela di opere inedite anche a chi non è iscritto. Alcuni in rete sostengono che è sufficiente spedirsi una raccomandata perché il timbro postale fa fede, altri ipotizzano forme sperimentali di tutela ma francamente visto il costo limitato ho deciso di percorrere la strada maestra.

Le cose che ho fatto, ben descritte sul sito della SIAE sono state poche e piuttosto semplici:

  1. Ho compilato il Modulo 350 per il deposito dell’opera inedita
  2. Ho stampato una copia dell’opera e l’ho firmata in ogni sua pagina
  3. Ho pagato 111,81 euro con bonifico online e stampata la ricevuta
  4. Ho portato il tutto in Viale della Letteratura 30

 L’ufficio per il deposito è aperto dalle 9,30 alle 12,30. Non molto, certo, ma ogni tanto un piccolo sacrificio si può fare. D’altra parte il sogno di vedere un giorno il proprio libro sugli scaffali di una libreria merita questo ed altro e poi finalmente se Tiziana mi rifà quella domanda saprò cosa rispondere.

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Di cosa parla

“Quello che manca” parla di Riccardo Zanetti, carabiniere un po’ anomalo che ama il jazz e detesta correre con la sirena accesa, ma anche e forse soprattutto di Roma, la città in cui è nato, lavora e che ama. Poi c’è Carlo Martini che un lunedì mattina viene trovato morto nella sua concessionaria auto sulla Tiburtina, vicino al raccordo e di seguito l’indagine che porta Riccardo nello strano mondo delle radio che seguono quotidianamente il calcio Romano. Quello che manca si svela a poco a poco ma invece di chiarire le cose sembra complicarle perché un conto è osservare fatti e gesti, come si limita a fare il Procuratore Sergio Baratto, un conto capirne i significati profondi. Quello che manca non è soltanto il movente di uno strano omicidio, è anche il risultato di una sottrazione che ferisce perché Betta è uscita dalla vita di Riccardo Zanetti ma non ancora dai suoi pensieri.

Quello che manca parla anche di molte altre cose ma non vorrei cominciare a scriverlo da capo per cui ho chiesto alle persone che lo hanno letto di lasciare loro qualche riga per raccontarlo o semplicemente per darne un giudizio.

Infine un aggiornamento sullo stato del tentativo di pubblicazione. Nell’ultimo mese ho corretto le bozze. Sì perché sebbene pensavo non ci fossero errori la paziente lettura di Ilaria e Federica mi ha messo di fronte al disastro che avevo combinato. Centinaia di errori di battitura alla faccia del correttore automatico di word, del quale già diffidavo. Ora ho passato il tutto a mio fratello per una stampa di 50 copie in forma di pseudolibro. Mi viene a costare circa 250 euro e non credo che in copisteria avrei speso molto di meno per fare fotocopie fronte/retro. Di queste ne spedirò almeno 30 o 40 a varie case editrici mentre delle restanti 10 o 20 sto cercando di immaginare cosa fare. Di sicuro cercherò di farle girare per cui chi fosse interessato alla lettura può contattarmi e sarò lieto di mandarlo. A due condizioni: quattro righe di commento e la promessa di comprarne 5 copie tante volte la ricerca di pubblicazione avesse successo.

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