Archivi del mese: gennaio 2008

La lettera di presentazione

Ho sempre pensato che scrivere una lettera di presentazione fosse affare estremamente complicato ma non pensavo che lo fosse fino al punto di paralizzarmi per un mese. Certo è stato un mese in cui ho dovuto lavorare molto e ho avuto poco tempo per concentrarmi però è chiaro che c’è dell’altro, c’è che più scrivevo più rendevo conto che quella misera paginetta sarebbe stata l’unica ad essere letta con certezza.

Alla fine è il solito maledetto destino dell’uomo di essere valutato non tanto per quello che è quanto piuttosto per quello che riesce a dimostrare in certi determinati e brevissimi momenti. Il tempo è una truffa con le lancette. Da solo l’illusione di essere un’infinita sequenza di momenti tra loro uguali. Non è vero niente. Ci sono momenti che valgono molto più di altri. Ci sono parole che valgono molto più di altre, anzi ci sono parole che valgono e parole che invece non hanno questo destino, e la cosa assurda è che ciò è deternimato solo dal valore del momento in cui vengono pronunciate oppure scritte.

Certo che la lettera di presentazione deve essere breve ma non bisogna esagerare. Alla fine deve dare informazioni sulla storia, sui personaggi e anche sull’autore. Lo stile poi. Ah, lo stile. Dovrebbe essere vicino a quello del romanzo ma mica è facile. A me soltanto l’idea di una lettera di presentazione mi burocratizza il pensiero ma non si può neppure correre il rischio di annoiare sintetizzando qualcosa che invece non avrebbe annoiato. Insomma è un gran casino dal quale non sono ancora completamente uscito.

Per ora ho deciso che non scriverò una lettera standard ma mi affiderò all’ispirazione del giorno in cui decido di effettuare una spedizione. Al momento ne ho scritte due, una a mano e una a stampa, per le copie che ho inviato fino ad oggi, la prima ad un contatto segnalatomi presso una grande case editrice e la seconda ad un generico comitato di lettura di una casa editrice piccola ma specializzata in gialli fortemente connotati dall’ambientazione.

Vediamo un po’ se succede qualcosa…

Annunci

4 commenti

Archiviato in Diario, editoria, Pubblicare

“If you see her say hello”

Non so se Riccardo Zanetti conosce “If you see her say hello” di Bob Dylan (sta in Blood on the tracks del 1975) oppure la versione che nel 2003 Francesco De Gregori ha tradotto in “Non dirle che non è così”. Non è tra le canzoni che lui ascolta in “Quello che manca” eppure è una delle canzoni che meglio rappresenta lo sguardo di colui che ricorda un amore lasciato dietro le spalle.

Un uomo parla con una persona che forse potrà vedere la donna che lui ha perso e non importa se ora c’è un’altra nella vita di lui o un’altro in quella di lei. Quello che conta è il disarmo cui l’amore obbliga non solo quando nasce o brucia ardentemente ma anche quando finisce oppure quando è impossibile.

Ogni volta che penso ad una storia finita penso a questa canzone e a come Dylan abbia saputo tirare fuori tutte le sfumature di un sentimento così complesso. Non credo si possa vivere senza la delicatezza di quell’arpeggio iniziale, specialmente se si sa che già dalla prima strofa il proprio sguardo sarà messo a nudo.

“Say for me that I’m all right though things get kind of slow
She might think that I’ve forgotten her, don’t tell her it isn’t so”

L’eterna indecisione tra urlare la propria sofferenza regalando una soddisfazione forse ingiusta e  nasconderla finendo per fingersi altro da quello che si è. Non c’è strada corretta in questa scelta. Non c’è affermazione c’è solo una doppia negazione. Poi c’è l’inevitabilità della fine, l’atrocità del distacco e la tenerezza del ricordo. Un capolavoro assoluto.

Se la vedi dille “Ciao” (traduzione)

Se la vedi dille ciao, potrebbe essere a Tangeri
Se n’è andata a inizio primavera e credo che ora viva lì
Dille da parte mia che va tutto bene anche se in modo noioso
E se pensa che io l’abbia dimentica, non dirle che non è così

Abbiamo avuto molti problemi come succede spesso a chi si ama
se penso  alla notte in cui se n’è andata mi vengono ancora i brividi
E per quanto la nostra separazione mi abbia spezzato il cuore
lei vive ancora dentro di me e dentro di me non ci siamo ancora lasciati

Se arrivi vicino a lei dalle un bacio da parte mia
Ho sempre avuto rispetto perchè ha mandato tutto all’aria per la libertà
E mai mi metterò in mezzo alla strada che la porta alla felicità
Nonostante l’amaro che ho in bocca dalla notte in cui cercai di farla rimanere qui

Giro molto e vedo un sacco di gente
E sento il suo nome continuamente  mentre giro per le strade
Ma non c’ho ancora fatto l’abitudine, ho imparato solo a non pensarci
Forse sono troppo sensibile oppure sto diventando troppo tenero

Tramonto, luna gialla, rivedo il passato
Ogni scena è stampata nel cuore ma scorre molto velocemente
Se dovesse tornare da queste parti non le sarà difficile trovarmi
Dille che può cercarmi se ne avrà il tempo

5 commenti

Archiviato in De Gregori, Dylan, Musica

La decima vittima

Cominciano a succedere delle cose intorno a questo libro. Cose piccole, niente di enorme, però cose che fanno piacere. Qualche giorno fa Giancarlo, che aveva appena finito di leggere “Quello che manca” mi ha chiesto informazioni sul film di Mastroianni del quale avevo scritto ad un certo punto e così ieri sera ho rivisto “La decima vittima”. Oltre a me e a lui c’erano Antonio, Gabriella e Barbara, una sua amica attrice con la quale ho avuto modo di fare una delle chiacchierate più stimolanti degli ultimi tempi. Qualcuno si è lamentato per un zuppa finita troppo presto e qualcun’altro ha avuto bisogno di una coperta per arrivare sana e salva alla fine del film. Cose che capitano. Specialmente a lei a quanto pare. Poi abbiamo parlato perchè dopo un film visto insieme si parla sempre molto volentieri e ci sono venute in mente un sacco di cose da fare. Forse le faremo. Infine abbiamo mangiato dei biscottini biologici che sembravano fatti di terra (non li compro più… maledizione…) e ci siamo salutati sorridendo. Cose piccole, ma niente male se si pensa che tutto è nato parlando delle parole in cui Riccardo Zanetti ricordava la prima uscita con Betta.

“Era estate e faceva caldo. Proprio il contrario di oggi. In un cinema all’aperto su un terrazzamento di via dei Fori Imperiali proiettavano “La decima vittima”, un film di Elio Petri con Marcello Mastroianni. Dopo il film, al bar lei parlava mentre io la ascoltavo fissandole il viso. Davanti a lei c’era una candela con la quale bruciava la cannuccia con cui aveva bevuto il suo cocktail. Da lontano si sentiva il suono di un pianoforte e lei mi raccontava di quando da piccola aveva cominciato a suonarlo quello strumento. Il suo insegnante le diceva che quando si suona le dita sono le punte più avanzate dell’anima. Io la ascoltavo e guardando i suoi occhi pensavo che in quel momento erano loro le punte più avanzate della sua anima. Lei parlava e io la guardavo. Non riuscivo a fare altro perché per farmi un’idea di una persona ho bisogno di guardarla con attenzione.”

La decima vittima“La decima vittina” è un film che amo molto, in un cinema all’aperto su un terrazzamento sopra via dei fori imperiali con una mia ragazza ci sono stato e i miei occhi hanno fissato il viso di una ragazza che amavo mentre giocava con una cannuccia e una candela ma ero in un locale fumoso dove si suonava musica jazz. Invece a Riccardo queste cose sono capitate tutte insieme. nello stesso posto e nello stesso momento, e questa è la magia del rapporto tra lui e me. Una magia che in certi momenti sembra riuscire a contagiare qualcuno intorno.

P.S. La copia che ho a casa l’ho trovata dentro un mucchio accatastato su un banco fuori dell’UPIM di via Ravenna. Se vi capita anche a voi prendetela. Ne vale davvero la pena. per tre euro poi guarda che è venuto fuori…

Lascia un commento

Archiviato in Cinema, Diario, Mastroianni, Petri

Le prime 1000 visite

Sabato scorso il blog ha tagliato il traguardo delle 1000 visite e volevo cogliere l’occasione per ringraziare tutti quelli che si sono interessati a questo progetto,  in particolare Ilaria, Cesare, Sissi, Federica, Giancarlo, Antonella, Francesca, Andrea, Tiziana, Enrico e Carolina, che in vario modo stanno partecipando a questa avventura. In poco più di due mesi una 12 persone hanno letto il libro e 4 hanno lasciato una recensione. 5 delle 10 “copie in viaggio” sono partite e una ha anche sconfinato. Proprio sabato il blog è stato visitato 80 volte stabilendo il suo piccolo record. Insomma l’avventura è appena cominciata ma c’è sempre più gusto ad affrontarla.

3 commenti

Archiviato in Blog