Archivi del mese: marzo 2008

La campagna di primavera

meno 20La questione è molto seria. Spedire una copia alle case editrici in modo disordinato è sforzo pressochè inutile, con l’aggravante della frustrazione da silenzio assoluto. In questo il giovane scrittore in erba non se la passa molto meglio del giovane precario in cerca di lavoro. Lettera di presentazione per quello e curriculum per questo sono le due facce della stessa medaglia. Fondendo le due immagini si potrebbe arrivare alla figura piuttosto trendy dello scrittore precario.

meno 12 Il fatto è che un povero scrittore, per quanto precario, desidererebbe almeno l’attenzione minima necessaria a farsi scartare con dignità mentre invece la sensazione è che le buste piene di dattiloscritti si accumulino in qualche sottoscale senza troppe speranze di lettura. Magari non è così ma quello che è successo alla Minimum Fax che un tempo invitava a mandare manoscritti inediti, mentre oggi annuncia sul sito che non leggerà più quanto ricevuto dal giugno dello scorso anno fino a tutto il 2008, è piuttosto sconfortante.

meno 5Ho pensato allora di fare un esperimento, grazie anche all’inventiva di Giulia Calò, che ho battezzato come campagna di primavera. Dal 21 Marzo fino al 21 Giugno invierò alle case editrici scelte 20 cartoline, una ogni giorno lavorativo. Sul “recto” ci sarà l’ormai nota copertina (a proposito, visto che sono in tema ringrazio ancora Andrea Angiuli) mentre sul “verso” oltre all’incipit e al riferimento al blog ci sarà scritto -20.. -19… -18… -17… e così via. Una volta arrivati a -1 manderò una copia del romanzo. Chissà che così non riesca a meritare almeno l’attenzione necessaria ad essere scartato con dignità.

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La scatola dei ricordi

Venerdì sera sono stato in un piccolo teatro a San Lorenzo (si chiama Abarico) per vedere uno spettacolo messo in scena da una compagnia di giovani attori. Non so se questa dei giovani attori sia una categoria con un qualche senso ma si usa. In ogni modo loro erano molto bravi e lo spettacolo “Questa sera 6 di scena”, un riadattamento di una “Nel bel mezzo di un gelido inverno”era molto carino. Dopo lo spettacolo siamo andati a mangiare e la discussione nata con due delle attrici mi ha messo addosso un’ incredibile voglia di scrivere qualcosa per il teatro. La scrittura, o meglio il desiderio di essa, è come una febbre.

Scrivere un romanzo è cosa molto diversa dallo scrivere un racconto. Per riuscire a chiudere un romanzo che credevo sufficiente a poter cercare di essere pubblicato ci ho speso diversi anni dopo aver pubblicato una trentina di racconti. Credo che anche scrivere una pezzo teatrale sia cosa altrettanto diversa per cui non avevo tempo da perdere. Mentre ero alle prese con le prime immagini e le prime battute le mani si caricavano di energia e così ad un certo punto ho aperto un altro file e ho cominciato a scrivere un racconto defaticante.

Qualche giorno prima avevo fatto una cosa che mi capita di fare di tanto in tanto, aprire uan scatola di scarpe in cui tengo tutte le lettere che ho ricevuto. A dire il vero non tutte perchè quelle legate alla prima storia d’amore non ressero il drammatico momento della prima esperienza di distacco. Sono errori che si fanno quando si pensa che tanto non si sopravviverà al dolore che lacera i tessuti dell’anima, ma questo non conta. Quello che conta è che alla fine ne è venuto fuori questo racconto “La scatola dei ricordi“.

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La cartolina virale

Approfittando dei costi di tipografia, diventati ormai bassissimi, ho stampato 1.000 cartoline con la copertina del libro sul fronte e l’incipit insieme all’indirizzo del blog sul retro, una specie di quelle che spesso si trovano vicino alle porte di accesso ai pub. Non ho ancora chiaro in mente come le userò anche se di sicuro sarà per cercare di destare l’attenzione di qualche casa editrice. Già, l’attenzione della casa editrice, è proprio questo il problema principale.  Un libro in cerca di pubblicazione è un po’ come un ragazzo alla ricerca del mitico primo lavoro e d’altra parte si narra che anche il mitico Andrea Pazienza per arrivare a pubblicare la sua prima storia, “Le straordinarie avventure di Penthotal” si sia presentato all’editore accompagnato da una finta lettera di presentazione di Umberto Eco.

Finora ho spedito 5 copie del libro tramite contatti avuti in parte anche grazie a questo blog e spero che queste cartoline mi possano aiutare a trovarne di altri perché l’idea che mi sto facendo è che l’invio massivo ha veramente scarsissime possibilità di successo e così vorrei evitarlo. Per il momento l’unica idea concreta è quella che mi ha dato Giulia (e con questo siamo al secondo grazie…) ma non ve la racconto subito perché necessita di effetto sorpresa e ne riparleremo ad Aprile. Se qualcuno avesse qualche altra idea da consigliarmi per un uso utile di queste cartoline sarò felicissimo di raccoglierla per provare a vedere insieme se questa specie di marketing virale sia buono anche per aiutare un libro in cerca di pubblicazione.

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