Archivi categoria: Senza Categoria

Calamaio rosso sangue

Dal 13 Maggio e poi in diverse repliche è in onda su Mediaset Premium Noir una untata della serie “Calamaio Rosso Sangue” dedicata a “Quello che manca”.

Colgo poi l’occasione per segnalare un blog sul quale, dopo diversi anni, ho ripreso a scrivere di Calcio. Si chiama “Quattrotrettrè“. Buona lettura.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Senza Categoria

20 free

Le prime venti pagine (o giù di lì) di “Quello che manca” possono essere lette gratuitamente sul sito issuu.com. Un buon modo per farsi un’idea. Buona lettura.

Lascia un commento

Archiviato in Senza Categoria

Disponibilità presso Feltrinelli

Il sito delle librerie Feltrinelli permette di verificare la disponibilità dei titoli nei vari punti vendita disseminati per l’Italia. Ho frugato allora tra i vari punti vendita scoprendo che “Quello che manca” è attualmente disponibile nei seguenti:


Bologna – Piazza Ravegnana
Bologna – Via dei Mille
Como – Via Cantù
Firenze – Via dei Cerretani
Milano – Piazza Duomo
Pavia – Via XX Settembre
Perugia – Corso Vannucci
Roma – Via del Babuino
Roma – Via V.E. Orlando
Roma – Galleria A. Sordi
Roma – Viale Marconi
Roma – Viale Libia

Lascia un commento

Archiviato in Senza Categoria

Intervista su MP News

Poco prima di Natale ho avuto il piacere di fare una chiacchierata a registratore acceso con Giuditta Mosca, giovane giornalista free-lance, sempre che questo non sia un modo elegante di dire precaria. In fondo però non cambia e non conta che io pure come scrittore sono precario assai e forse il precariato è solo la fine di un sogno, quello di possedere l’eternità. L’esito di una serie di domande molto interessanti è l’intervista pubblicata dal sito MP News in cui Giuditta ha volutamente lasciato il tono colloquiale delle mie risposte. Grazie a lei e a chi di voi volesse leggerla.

Lascia un commento

Archiviato in intervista, Senza Categoria

Premio Letterario Giorgio Scerbanenco

Qualche giorno fa’ ho consegnato alla segreteria del “Premio Letterario Giorgio Scerbanenco” la domanda di ammissione e le 11 copie previste da regolamento. In questi giorni sto riflettendo molto sulle emozioni che la pubblicazione di “Quello che manca” mi sta regalando perché molto spesso mi fanno sentire “fuori sincrono” rispetto a quanto immaginassi o a quanto mi capita di sentirmi dire. Mi spiego meglio. Tutti pensano che vedere il libro sugli scaffali di Feltrinelli o di Mel Bookstore rappresenti per me un’ emozione molto forte, ma a dire il vero quella visione non mi ha dato grandi “scosse”. Sarà forse perché dopo averci lavorato così a lungo quel libro materializzato mi sembra più un pezzo del mo passato che il mio presente o forse la fissazione leopardiana di preferire i desideri alla realtà. Fattostà che anche ieri sera, di fronte alla pila che sembrava farmi l’occhiolino dal bancone delle novità della narrativa italiana del bookshop dell’auditorium, non ho avuto nessuna emozione. Niente. Calma piatta. Tutt’al più la sensazione di un amico che ti fa l’occhiolino da lontano, ma niente di lontanamente paragonabile al momento in cui l’editore mi comunicò la decisione definitiva di pubblicare o anche al momento in cui, appunto qualche giorno fa’ ho consegnato le copie per il Premio Scerbanenco.

Giorgio Scerbanenco per chi non lo conoscesse è uno scrittore e non aggiungo altro perché credo che a questo punto abbiate il dovere morale di andarvi ad informare da soli. Segnalo solo che 4 dei suoi romanzi (l’intero ciclo di Duca Lamberti) sono capolavori imperdibili. Roba che se non li conoscete quasi quasi vi invidio perché potete ancora leggerli mentre io posso limitarmi solo a rileggerli. Giorgio Scerbanenco è colui che ha trasformato il mio desiderio evanescente di scrivere un romanzo in una necessità impellente. Successe mentre leggevo Venere Privata, il primo romanzo del ciclo del Duca. Allora avevo pubblicato una serie di racconti ma con quel libro tra le mani ebbi una vera e propria folgorazione. Volevo diventare uno scrittore. Volevo pubblicare un romanzo. Capirete allora l’emozione che mi ha colto quando, qualche giorno fa’, ho avuto il privilegio di essere iscritto all’edizione 2009 del premio letterario intestato proprio a lui.

11 commenti

Archiviato in Senza Categoria

La debolezza dell’amore

In questi giorni, per motivi strattamente personali, mi trovo a riflettere sull’amore e in particolare sulla sua propensione in alcune circostanze ad essere contrastato anche in modo furioso e cieco. Nella nostra culture l’amore è indiscutibilmente legato al bello, al piacevole, alla felicità, ma allora come è possibile che un sentimento tale possa essere contrastato? Quale è la sua debolezza?

Credo che uno dei problemi principali derivi dalla difficoltà di immaginare l’amore come sentimento in grado di evolversi e accompagnare le varie fasi che un rapporto tra due persone inevitabilmente attraversa. Nessuno mai contesterebbe la felicità nel presente di una scelta d’amore tra due persone mentre è sulla possibilità futura che quella scelta possa portare altrettanta felicità che si sviluppa il contrasto. Ma se il sentimento d’amore mi rende felice oggi perché non dovrebbe farlo domani?

Se ho fiducia nel fatto che la scelta d’amore tra due persone può durare nel tempo non posso dubitare che nel futuro quella scelta possa provocare infelicità. Al contrario se non credo che l’amore possa accompagnare la naturale evoluzione delle persone e dei loro rapporti inevitabilmente sarò portato a temere gli effetti di una scelta fatta su quelle basi. Ecco qual’è la debolezza dell’amore, è l’enorme difficoltà ad avere fiducia nella sua forza.

p.s. Scusate il post fuori fuoco rispetto al blog ma in fondo l’amore è anche un po’ il tema di “Quello che manca” perchè è il tema della vita, di tutte le nostre vite. E poi ogni tanto la scrittura è una cosa che ti viene da dentro e che non puoi fermare. Come l’amore appunto.

2 commenti

Archiviato in Senza Categoria

La campagna di primavera

meno 20La questione è molto seria. Spedire una copia alle case editrici in modo disordinato è sforzo pressochè inutile, con l’aggravante della frustrazione da silenzio assoluto. In questo il giovane scrittore in erba non se la passa molto meglio del giovane precario in cerca di lavoro. Lettera di presentazione per quello e curriculum per questo sono le due facce della stessa medaglia. Fondendo le due immagini si potrebbe arrivare alla figura piuttosto trendy dello scrittore precario.

meno 12 Il fatto è che un povero scrittore, per quanto precario, desidererebbe almeno l’attenzione minima necessaria a farsi scartare con dignità mentre invece la sensazione è che le buste piene di dattiloscritti si accumulino in qualche sottoscale senza troppe speranze di lettura. Magari non è così ma quello che è successo alla Minimum Fax che un tempo invitava a mandare manoscritti inediti, mentre oggi annuncia sul sito che non leggerà più quanto ricevuto dal giugno dello scorso anno fino a tutto il 2008, è piuttosto sconfortante.

meno 5Ho pensato allora di fare un esperimento, grazie anche all’inventiva di Giulia Calò, che ho battezzato come campagna di primavera. Dal 21 Marzo fino al 21 Giugno invierò alle case editrici scelte 20 cartoline, una ogni giorno lavorativo. Sul “recto” ci sarà l’ormai nota copertina (a proposito, visto che sono in tema ringrazio ancora Andrea Angiuli) mentre sul “verso” oltre all’incipit e al riferimento al blog ci sarà scritto -20.. -19… -18… -17… e così via. Una volta arrivati a -1 manderò una copia del romanzo. Chissà che così non riesca a meritare almeno l’attenzione necessaria ad essere scartato con dignità.

4 commenti

Archiviato in Diario, editoria, marketing, Senza Categoria