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Il copertinario

“Puoi chiamarmi subito?”

luciÈ questo l’SMS che mi arriva appena esco dalla bolla di isolamento in cui ho passato uno degli ultimi week-end. Non ce ne sono molte di bolle del genere ma evidentemente ne ho beccata una in un piccolo paradiso al confine tra Umbria e Marche. Il messaggio mi arriva dalla casa editrice, a proposito, la casa editrice…

Credo sia arrivato il momento di presentarla. Si chiama Zero91 come il prefisso di Palermo, è nata da una paio d’anni e ha in catalogo 10 titoli. Insomma una piccola casa editrice piena di speranze per un piccolo scittore altrettanto pieno di speranze. Una situazione perfetta, che se avessi dovuto sperare avrei sperato forse proprio così, e non lo dico perché è la casa editrice che ha deciso di pubblicare “Quello che manca” ma perché ogni volta che ho avuto a che fare con qualcuno dei tre soci fondatori o delle persone che collaborano con loro sono rimasto assolutamente colpito dalla loro serietà e gentilezza. Chi frequenta questo mondo sa quanto questo è difficile e chi non lo frequenta lo può immaginare. Io da parte mia oltre ad essere orgoglioso di pubblicare per i loro tipi posso solo dire a tutti di prestare attenzione al loro catalogo perché Zero91 merita questa attenzione e perchè nel catalogo potrete trovare cose interessanti come per esempio “Vengo e mi spiego” di Diego Astori o “Morire in fondo è trendy” di Dario D’amato.

Ora però torno all’SMS e al viaggio di ritorno dal paradiso umbro-marchigiano. In mio cervello comincia immaginare tutti i possibili motivi che potrebbero essere alla base della richiesta di una chiamata urgente. Dopo qualche minuto che fisso la strada senza dire nulla decido che forse la cosa migliore è chiamare e così scopro che il motivo dell’urgenza sta nella necessità di chiudere il copertinario. Faccio così la mia conoscenza con uno dei tanti oggetti che animano la filiera editoriale. Si tratta di un fascicolo con il quale i promotori pubblicizzano ai clienti le uscite di una dato periodo del futuro prossimo. Vado a casa e in breve rispondo via mail a tutte le domande dell’editore. “Ora sei dentro e non puoi più scappare” mi rispondono loro alla fine. “E chi scappa… a me sembra un sogno…”

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